Zaza Calzia: la leggerezza anarchico-creativa

L’arte creativamente anarchica di Zaza Calzia  all’Osteria Borello

Opera di Zaza Calzia "Occhi della Pittura - Acrilico più collage

Poliedrica, straordinaria, determinata, curiosa. Zaza Calzia è questo e molto di più. Potete dunque, solo immaginare la nostra (piacevolissima) sorpresa, quando Zaza accettò l’invito di esporre alcune delle sue opere nell’Osteria.

Classe 1932, con pezzi di vita a Cagliari, Nuoro, Sassari e Roma.

La storia di questa giovane donna, in quegli anni, poteva essere già essere scritta: educazione tradizionale, moglie, madre, come si confaceva allora. Ma Zaza aveva un valore aggiunto: l’infinita passione per i tratti, i colori, i fogli. Infinita e forte, tanto da riuscire a convincere il padre a lasciarla frequentare l’Istituto d’Arte di Sassari. Da qui in poi, sarebbero stati la creatività e il talento a segnare il suo percorso artistico e personale.

Da allieva a docente di tecnica pittorica, da designer, con incursioni nel mondo dell’artigianato e dell’industria, ad autrice di libri-giochi per bambini: Zaza è instancabile, ricca di entusiasmo e di inventiva.

Sassari, il Gruppo A  e il fermento intellettuale e artistico

Fu determinante l’incontro con Mauro Manca, artista d’avanguardia nella Sardegna degli anni ‘60, i cui approcci differenti, rinnovati, e i nuovi linguaggi capaci di far scaturire il potenziale di liberazione, conquistarono l’estro artistico di Zaza.

Siamo negli anni di un gran fermento intellettuale e creativo grazie al quale l’arte sarda compì un importante passo verso la contemporaneità di forma e contenuti, alternativo alla celebrazione folclorica dell’isola di quel periodo. E proprio in questo contesto nacque il “Gruppo A”, formazione artistica innovativa partita dall’Istituto d’Arte di Sassari e che ben presto fu capace di diffondere un senso di modernizzazione a tutta la città.

Una vita ricca, dunque, piena di incontri, scambi e crescita. Ma il tratto che più affascina è ciò che ha mosso, nei vari decenni, il lavoro di Zaza: il puro piacere di fare, il divertimento, la creazione per la semplice, propria soddisfazione. In ogni opera emerge il suo immaginario, definito da Annamaria Janin come una sorta di anarchia produttiva, feconda di creatività.

Parole, colori e segni. L’arte distintiva di Zaza

La curiosità – mai assopita – portò Zaza a dar vita a grandi tele e minuscoli acquerelli, ad utilizzare acrilici, tempere e tecniche miste, ad accostare figure, parole e segni grafici.

 L’insieme di questi elementi permise di sviluppare uno dei tratti distintivi della sua arte: i collages, dove estrosità e fantasia si intersecano con forme geometriche e giochi di lettere. La perfetta sintesi delle tecniche venne raggiunta con la serie Occhi della pittura, opere realizzate a tempera acrilica con inserti a collage di ritagli di sguardi di donne tratti dalle riviste patinate, inserendosi, a pieno diritto, in un universo femminile in fermento, sintomo di un’irrefrenabile capacità di osservazione.

Potremmo continuare a scrivere e parlare all’infinito della grande artista che è Zaza, della sua vita piena e per certi versi, riservata, dei suoi linguaggi e del forte segno che ha lasciato nella storia di quest’Isola al centro del Mediterraneo. Ma, come sempre, quando si tratta di arte, si arriva a un punto in cui i grandi discorsi, i profondi saggi e gli infiniti articoli non sono più necessari. Da qui, infatti, diventa essenziale osservare e lasciare che la bellezza parli al proprio mondo interiore.

La mostra è visitabile durante gli orari di apertura dell’Osteria: dal martedì alla domenica, dalle ore 12.30 alle 14.15 e dalle 20.00 alle 22.30

Articolo a cura di Francesca Podda

Bibliografia:

  • Leggerezza anarchica. La ricerca artistica di Zaza Calzia dagli anni ‘50 ad oggi – Tesi di laurea di Raffaela Giulia Saba. Università degli Studi di Cagliari – corso di Laurea Magistrale in Archeologia e Storia dell’Arte.
  • Zaza Calzia – Catalogo Mostra. Testo di Annamaria Janin – Soter Ed.

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