S’ERBUZU – la minestra di erbe selvatiche

S’Erbuzu – la tradizionale minestra di erbe selvatiche

Meraviglia storica e culturale. Stiamo parlando de s’erbuzu, la minestra di erbe selvatiche tra le più importanti specialità di Gavoi.

In una società fondata sulla pastorizia e l’agricoltura niente veniva lasciato al caso e ogni frutto della madre terra diveniva un prezioso prodotto da consumare.

Tradizionalmente le donne erano le detentrici del sapere e della conoscenza, tramandato sino ai giorni nostri da madre in figlia.

Ogni senso è coinvolto nella preparazione della pietanza tanto semplice quanto ricco: la vista e il tatto, fondamentali nella raccolta, l’olfatto e il gusto, basilari nella creazione di una combinazione di sapori che rendono unico il piatto.

In primavera dunque, mentre le greggi assaporano erbe di campi appena rinati, madri e bambini si recano nelle campagne riscaldate dal sole primaverile. Si parla, si gioca, si raccoglie. Un tripudio di sfumature di verde, un piccolo coltello da cucina e un cesto sono gli strumenti utili. Il resto è sapere. Non basta, infatti, raccogliere e cucinare. Il vero segreto sta nel dosaggio delle erbe e nella conoscenza di queste: alcune più dolci altre più amare, basta poco per cambiare il gusto.

Allium_triquetrum_Mendo_brEd ecco s’appara – la cipollina selvatica, s’ènucru agreste – il finocchio selvatico, su lampathu – il cavolaccio, sa mamaluca – il latticrepolo, s’ungra – il finocchio acquatico comune, su capricheddu – il silene, sa melacra – l’acetosella, s’ermulanza – ravanello selvatico, sa beda – la bietola, su graminzone – il crespino, su venale – il sedano d’acqua, su gurtezone – la costolina, e tante altre. In base al livello di competenza e alla disponibilità della campagna si arriva a raccogliere più di 20 primizie

Tritate finemente vengono messe a bollire con fagioli e insaporite con lardo e /o salsiccia-pancetta e formaggio acidulo – hazzau de murza, un caglio raffermo.


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Infinito il gusto, misurato tra le erbe e le piacevolezze suine,

con il finale stupefacente grazie alla risolutezza del

caglio rappreso

(Lagorio R.)


**Vino consigliato: ‘Inu – Cannonau di Sardegna DOC, riserva. Azienda Contini** 

Prodotto da una selezione delle migliori uve dei vigneti dell’alto Campidano, ‘Inu presenta un  colore rosso rubino carico, tendente a sfumature granata con l’invecchiamento, e un profumo intenso, con vinosità ben definita e sentori di ciliegia, prugna matura e more selvatiche.

 

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