Carnevale a Gavoi: il Giovedì Grasso

Di quando il Giovedì Grasso divenne il giorno più atteso di Gavoi: Sa Sortilla ‘e Tumbarinos

di Francesca Podda

Carnevale Gavoi Sardegna

Immaginatevi una giornata piena di musica, di balli, di canti e filastrocche tramandate oralmente da generazioni.

Immaginatevi una giornata dove un intero paese invade piazze, strade e bar e l’aria si ricopre di un atmosfera speciale definita da ritmi di antichi strumenti.

Una giornata dove le percussioni di tamburi artigianali si uniscono agli acuti di flauti di canna – pipiolos – e triangoli.

Una giornata carica di emozione, allegria e grasse risate.

Una giornata dove un’intera comunità si spoglia di regole e convenzioni per condividere assieme un unico lungo momento, sino a quando l’azzurro del cielo lascia spazio alle stelle della notte e queste, a loro volta, accolgono le prime luci dell’alba.

Si tratta di una giornata che viene aspettata per un intero anno. Si tratta del Giovedì Grasso di Gavoi.

Qualcuno scrisse che sa Jovia Lardajola fu una saggia invenzione. Ed effettivamente si configura come tale.

Nessuno avrebbe mai pensato che circa trent’anni fa, un pomeriggio dedicato ai tamburi e allo spirito di aggregazione che unisce persone di ogni genere e età, potesse divenire un momento unico nel suo genere.

Oggi sa Jobia è capace di richiamare gavoesi emigrati, di far richiedere un paio di giorni di ferie da lavoro e di un unire sotto il filo conduttore della musica intere generazioni di persone.

Ed è proprio nella musica che risiede il legame del Giovedì Grasso con la tradizione e la storia di Gavoi.

I più anziani ricordano tante piccole compagnie in maschera che, “armati” di antichi strumenti  e rime, reclamavano a gran voce dolci e vino.

Così il vissuto di queste cambaradas si è trasformato in quello di un intero paese.

E dunque succede che nei giorni precedenti alla festa fervono i grandi preparativi.

I grandi scatoloni fanno riscoprire antichi costumi.

Si tirano le pelli e si accordano gli strumenti per trovare il suono perfetto.

Le vie sono invase dai profumi dei dolci che, con l’immancabile nettare degli Dei,  definiranno la convivialità. 

Poi succede che nel primo pomeriggio ci si ritrova in un unica grande piazza alle porte del centro storico.

Ed è qui che isolati suoni provenienti da case e vicoli si uniscono per formarne uno più grande.

Un unico ritmo capace di abbracciare l’intero paese, diffondersi nell’aria, per salire sulle cime di monti e ridiscendere nuovamente lungo la valle.

E’ qui che si crea un unico grande suono che diviene battito da cui si origina quello dell’Universo, come scrisse Dario Coletti.

E voi ne siete al centro.


Le foto che seguono sono di uno dei più grandi amici di Gavoi,  Ziga Koritnik, che ringraziamo di cuore per riuscire, ogni volta, a cogliere i momenti più speciali.

Gavoi Carnevale Sardegna

Gavoi carnevale Sardegna

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